Non ho capito, rispose l’uomo appena svegliato.
Si che hai capito. Disse l’altro uomo al telefono.
Hanno ritrovato la macchina.
L’uomo che si era appena svegliato si mise seduto sul bordo del letto.
Una donna stava dormendo accanto a lui.
Com’è possibile? Chiese l’uomo seduto sul letto.
Hanno ritrovato la macchina.
Disse l’altro uomo al telefono.
Non ti basta?
Mi basta. Disse l’uomo seduto sul letto, accanto alla moglie.
Allora alzati. Fai quello che devi e raggiungimi al vecchio posto, disse l’altro uomo all’altro capo della linea.
L’uomo seduto sul letto non rispose. Riattaccò la cornetta del telefono senza fare rumore. Guardò la moglie stesa nel letto. Aveva un braccio piegato sopra la testa ed una gamba sollevata. Tutta la camera era nella penombra. Le lenzuola e le coperte erano calde.
Aumenta il numero di quelli che scelgono il camper per le proprie vacanze. Disse l’uomo che era stato svegliato nel cuore della notte.
C’era questo servizio sugli aumenti dei consumi, a quel telegiornale di merda. Quei coglioni del governo si inventano questi servizi per dare l’idea di un’ economia che funziona, mentre in realtà va tutto a puttane.
Disse ancora, scendendo dall’auto.
Il Camper. Io quando incontro qualcuno con il camper, per strada, vorrei ammazzarlo.
Continuò.
Vallo a chiamare, disse l’uomo che aveva telefonato dicendo che avevano ritrovato la macchina.
Devo andarci io?
Chiese conferma, l’uomo che si era svegliato accanto alla moglie.
Il primo uomo non rispose. Si allontanò di qualche metro dalla strada ed affrontò uno sbalzo di terreno che conduceva ad un campo sottostante, ad un paio di metri.
Tu fallo uscire e basta. Non ti chiedo altro.
Disse l’uomo scendendo giù per il terreno scosceso.
Dal punto in cui si trovava ora, quasi due metri più in basso, se ne vedeva solo la testa, che spuntava all’altezza dell’asfalto.
L’uomo che stava andando verso la porta disse:
Va bene. Io mi sposto subito dopo.
Ma prima digli della macchina. Deve sapere il motivo.
Disse la testa che spuntava dal campo sottostante alla strada.
Va bene. Disse l’altro uomo mentre bussava alla porta.
L’inquilino della casa aprì la porta.
Sentì l’aria fresca della notte gelargli le dita dei piedi.
Si meravigliò di trovarsi il secondo uomo davanti. Non lo vedeva da sette anni.
Vieni fuori, gli disse l’uomo che non vedeva da sette anni.
Cosa fai qui? Rispose l’uomo in pigiama. Cosa è successo?
E’ notte fonda. Disse.
Devi venire fuori. C’è una cosa importante. E’ successa una cosa importante. Disse il secondo uomo, in modo impacciato, sentendo il peso della pistola nascosta nei pantaloni. E’ successa una cosa. C’è una cosa che devi vedere.
L’uomo appena svegliato guardò intorno. Non c’era niente, solo la macchina scura parcheggiata di fronte alla villetta. La strada e il pendio che scendeva verso il campo sottostante, bagnato e illuminato dalla luna.
E’ una cosa che ho in macchina. Disse l’uomo impacciato che voleva farlo uscire di casa.
In macchina? Rispose l’altro, ritirandosi dietro la porta.
Ma porca madonna! Gridò l’uomo con la pistola nascosta nei pantaloni afferrando l’uomo per il colletto del pigiama grigio e tirandolo fuori di casa.
Parlo cinese?! Vuoi venire fuori?!
L’uomo con il pigiama grigio barcollò fuori dall’uscio di casa. Aveva i piedi nudi sull’asfalto umido di brina. Vide una testa che spuntava da terra, in direzione del campo.
La testa gli disse:
Hanno ritrovato la macchina. Sei un coglione.
L’uomo che lo aveva tirato fuori da casa con la forza disse alla testa: Aspetta un momento. Fammi levare.
La testa aspettò un momento, poi spuntò un braccio, all’altezza della strada. Una pistola ebbe un lampo e l’uomo con il pigiama grigio morì.
L’uomo con la seconda pistola nascosta nei pantaloni si avvicinò al pigiama grigio. All’interno tutto era fermo.
Porca madonna. Pensavo che non avrei più dovuto vedere roba del genere. Disse all’uomo che aveva sparato e che ora stava arrancando nell’erba bagnata per tornare sulla strada.
E’ sempre meglio non pensare niente.
Disse l’uomo che aveva ucciso il coglione che sette anni prima aveva detto di aver nascosto la macchina in un luogo “inaccessibile”.
Porca madonna. Però.
Disse l’uomo che per fortuna non aveva dovuto sparare.
Poveraccio.
Aggiunse.
Ha fatto una cazzata, disse l’uomo che guidava la macchina e che aveva sparato. Se non mi avesse preso per il culo, allora, ora sarebbe a letto con la moglie.
Era sposato?
Chiese l’uomo che aveva tirato giù dal letto l’uomo in pigiama.
Non lo sapevi?
Chiese l’uomo che aveva sparato.
No.
Disse l’altro uomo pensando alla moglie con la gamba piegata e la penombra della stanza da letto e il calore che aveva lasciato per uscire ad incontrare l’amico che non vedeva da sette anni e che, dopo neanche un’ora, aveva ricominciato ad uccidere.
Il bar era un locale per camionisti, sulla statale.
L’alba si avvicinava. Ogni volta che sulla strada passava un camion tutta la struttura veniva scossa.
Al piano superiore del locale c’erano delle camere a pagamento. L’uomo che aveva pensato alla moglie si chiese come potessero dormire, i clienti, con il rumore che facevano i camion quand passavano.
L’uomo che aveva sparato aveva ordinato un cappuccino e un pezzo di schiacciata con la mortadella.
L’altro uomo, seduto di fronte a lui, al tavolino, guardò il sedere della cameriera e disse di essere meravigliato che non la violentassero tutte le sere.
L’uomo con il cappuccino dette un sorso e quando tolse la tazza dalla bocca aveva i baffi macchiati di schiuma.
Cosa ne sai? Disse l’uomo con i baffi di schiuma.
Forse la violentano tutte le notti. Magari sta qui per questo.
Esagerato. Disse l’altro uomo. Tutte le notti!
La violenteranno una volta la settimana. Disse, facendo una battuta.
Entrambi gli uomini avrebbero potuto ridere, adesso, ma erano stanchi.
Tu stai con me, disse l’uomo del cappuccino, appoggiando la tazza nel piatto. E non ti devi preoccupare di nulla. Ma tutti gli altri devono sparire.
Tutti? Chiese l’uomo seduto di fronte.
Per forza. Disse l’altro pulendosi i baffi.
Porca Madonna, che casino. Disse l’altro uomo, passandosi una mano sulla testa rasata.
Quando la mano fu tornata al suo posto, si appoggiò allo schienale di legno della panca del bar.
Si voltò e chiese un cappuccio.
La ragazza che veniva violentata tutte le sere portò un altra tazza e un altro piattino.
L’uomo che aveva appena ordinato le guardò le natiche mentre si allontanava.
Olè olè.
Disse.
Mentre risalivano in auto, all’esterno del piccolo bar scosso dal passaggio dei camion, l’uomo che avrebbe ucciso tutti quelli coinvolti nell’affare della macchina ritrovata sembrava tranquillo.
Come fai? Gli domandò l’altro uomo. Quello sposato.
A fare cosa?
Chiese l’uomo tranquillo appoggiandosi al tettuccio dell’auto.
A restare così calmo e tranquillo.
Disse l’uomo preoccupato, mentre l’altro scivolava nell’auto.
Sono sicuro di me. Lo sono sempre stato: Disse l’uomo alla guida girando la chiave di accensione.
E non credo che ci sia un dio o un altra cagata del genere. Ci sono io e c’è la terra su cui cammino.
Disse.
E quindi?
Chiese l’altro mettendo la cintura di sicurezza.
E quindi il destino me lo faccio da solo.
Rispose l’uomo che aveva fiducia in se stesso, ingranando la marcia.
L’uomo alla guida della macchina non credeva in niente. Pensava che oltre a quello che poteva vedere e toccare non ci fosse proprio nulla. Pensava che il giorno che sarebbe morto, sarebbe solo morto.
Sarebbe sparito e l’universo si sarebbe spento.
L’altro uomo invece, credeva in gesù cristo, nella madonna, nel paradiso e nell’inferno.
Mentre l’auto ripartiva, si fece il segno della croce. |