
A Milano parlo molto con Igort.
Parliamo di S. il libro nuovo su cui sto lavorando. Gli spiego i motivi della lentezza, della difficoltà nel portare avanti una storia che mi risulta spesso dolorosissima e mi riempe di dubbi morali.
Esco rincuorato e rafforzato dalla discussione. Durante il viaggio di ritorno prendo nuovi appunti che spero mi permettano di ripartire con il racconto.
Igort lo voglio ringraziare qui, per l'attenzione e l'affetto che sempre dimostra. Lo scrivo per sottolineare l'importanza d avere un editore con il cervello e una cosa che pompa il sangue dentro il torace. A dispetto delle teorie dei tonti che vedono nella Coconino chissà quale struttura potente e segreta.

Nella storia c'è una pagina che forse salterà. La metto qui. L'ho disegnata durante uno dei giorni K che ogni tanto mi fanno ballare il cervello. Avevo scocciato due pennarelli insieme e per poco non mi si buca il foglio. Mentre disegnavo mi accorgevo di essere un pochino fulminato nel cervello, sembravo proprio lo stereotipo dell'artistoide sfasato che buca i fogli con i pennarelli scocciati e mi facevo ridere e mi facevo pure pena.
Comunque, se tante volte dovessi buttarla, almeno un giro tra i lettori se lo è fatto. Eccola qua.
Nei prossimi giorni: "S." ancora.